Sembra di essere tornati al 1983.
Alle elezioni del 26 e 27 Giugno la DC ottenne il 32,9% (12.153.081 voti) dei voti (come oggi il M5S), il PCI il 29,9% (11.032.318 voti) e il PSI di Bettino Craxi un "misero" 11,4% (4.223.362 voti). Craxi divenne Presidente del Consiglio e tenne l'Italia in "ostaggio" per 2 anni, finché la DC tolse l'appoggio al suo governo (già allora si parlava di staffetta con De Mita).
Oggi il M5S ha preso 10.732.373 voti (32,7%), 2 milioni di voti in meno rispetto alla DC nell'83, e la Lega 5.694.351 voti (17,34%), circa 1,4 milioni di voti in più del PSI, ma sempre la metà di Di Maio.
Allora perché Salvini fa ciò che vuole. Perché la Lega conta più del M5S? Perché il 3º partito in Italia pensa che "tutti" gli italiani lo abbiano votato?
Non ho risposte, ma questa è, è stata e rimarrà per sempre la 1ª REPUBBLICA.
Sono passati quasi 90 giorni dalle elezioni del 4 Marzo 2018 e ancora non abbiamo un governo. Pare che la fase finale sia iniziata. Salvini e Di Maio hanno presentato al Presidente Mattarella il programma di governo è il nome del Premier.
Un premier non politico, tecnico, che nessuno dei 2 partiti aveva proposto agli elettori in campagna elettorale. Una vera e propria svolta. Un taglio netto con il passato. Un governo di "rottura"...
E adesso siamo alla svolta. Mattarella non gradisce alcuni nomi (in primis Savona all'economia) e vuole altro tempo e intanto lo spread sale e l'economia italiana è in balia dei mercati che con queste premesse non vedono di buon occhio il nuovo esecutivo.
Tutti i "santoni" del giornalismo vedono il M5S come il partito che rischia di più in termini di consenso. Sarà perché sono quelli con meno esperienza, sarà perché una buona parte di voti li hanno raccolti da quello che fu il PD (R.I.P.), con buona pace di quei miseri 44.274 che hanno votato sì alla consultazione online, fatto sta effettivamente il loro consenso potrebbe diminuire parecchio.
Letto il commento di Travaglio sul Fatto Quotidiano di Sabato 17 Marzo 2018, mi rendo conto di 2 cose:
1º il PD non vuole metabolizzare la sconfitta elettorale del 4 Marzo
2º il PD non ha statisti, ma solo politici
Ora sul primo punto non c'è molto da fare: o capiscono (molto dura) o non capiscono (fare caso a tutti gli strampalati interventi sui media).
Sul secondo punto, invece, le cose sono molto più complicate (come se nel primo non lo fossero già abbastanza). Uno statista sarebbe alla ricerca di una linea politica di ampio respiro e a lungo termine. Un politico litiga per chi comanda e insegue gli avversari su temi di "pancia" (espressione orribile) che non porta un futuro, ma solo consensi (forse).